Il Ponte di Rialto nella storia

Il Ponte di Rialto custodisce nella luce delle sue pietre una vero e proprio archivio di storia veneziana. La sua forma secondo alcuni ricorda quella di un arco di trionfo che si aggetta con sinuosa eleganza tra le le due sponde del Canal Grande, descrivendo un "salto" che in cinquanta metri di spazio attraversa a pelo d'acqua quasi nove secoli di storia.

Si fa risalire al dodicesimo secolo un primo ponte, poggiato su pali di legno, opera dall'architetto e ingegnere lombardo Niccolò Barattieri, in una zona della città particolarmente strategica per i commerci e l'armamento delle navi. La vicinanza del ponte all'antica Zecca di Venezia, gli fruttò il nome di "Ponte della Moneta".

Prima di allora le due sponde del Canale erano collegate da un ponte di barche, detto "Quartarolo" (che era il costo del traghetto per il transito nel Canale).

Attorno alla metà del 1200 viene eretto un ponte in legno strutturale, costituito da due rampe laterali che andavano ad unirsi in una sezione centrale mobile: all'occorrenza essa poteva essere infatti sollevata per agevolare il transito delle navi.

È in questo momento che il Ponte guadagna il suo attuale nome, legato al vicino rione (Rivoalto, ovvero, alla lettera, "riva alta"), dove aveva sede l'importante mercato della città.

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Nel 1310 il ponte viene gravemente danneggiato dai congiurati dell'insurrezione contro il Governo della Serenissima, guidati da Bajamonte Tiepolo: dopo il fallito tentativo di assalto al Palazzo Ducale, i congiurati, incalzati dalle truppe del Doge e ormai allo sbando, diedero fuoco al Ponte, per poi consegnarsi al nemico.

Ricostruito, il ponte crolla una seconda volta nel 1444 sotto il peso di un'enorme folla assiepatasi su di esso per assistere allo spettacolare passaggio del corteo della Marchesa di Ferrara, figlia di Alfonso V d'Aragona.

Il ponte viene dunque ricostruito, al costo di oltre duemila ducati: più largo, ancora una volta levatoio al centro, con le caratteristiche botteghe ai due lati e poggiante su sei piloni, esso resisterà per oltre un secolo e mezzo, quando il Senato di Venezia, anche a causa dei continui cedimenti (si ha un nuovo crollo nel 1524) e degli elevatissimi costi di manutenzione, finalmente si decide per una ricostruzione in pietra.

Il Ponte di Rialto come appare oggi

il progetto dello scultore e architetto veneziano Antonio Da Ponte

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Nella prima metà del secolo vengono valutati diversi progetti architettonici, tra i quali spiccano anche le proposte illustri di Palladio, Vignola, Sansovino e Michelangelo, giudicate poi inadatte dalla commissione dei provveditori.

A spuntarla è il progetto dello scultore e architetto veneziano Antonio Da Ponte, che realizzerà poi i lavori in collaborazione con il nipote Antonio Contin.

Dopo lunghe discussioni e contrattempi legati alla peste del 1576 e all'incendio del Palazzo Ducale del 1577, i lavori cominciano effettivamente solo nel 1588 sotto il dogado di Pasquale Cicogna e si concludono nel 1591, per una spesa complessiva di oltre 250000 ducati.

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Fatti salvi alcuni interventi di ristrutturazione, il Ponte di Rialto mantiene ancor oggi la sua forma originale, gettata su un'unica arcata (motivo di forte scetticismo all'epoca della costruzione) di oltre ventotto metri di luce tra la Riva del Vin e la Riva del Ferro.

Tale arcata scarica il proprio peso su fondazioni costituite da dodicimila pali di legno d'olmo e tavoloni di larice che, dal 1591 ad oggi, sostengono con immutata solidità il Ponte e le sue ventiquattro botteghe.